tra le offerte speciali tra gli sconti
a decantare nelle vasche mentre
il mare resta ancora da scavare
i gabbiani issano ponti levatoi
scolano preghiere dalle gronde – la litania di Bill Frisell
la ragione è scartata – insieme alle comete
È la religione dei social – turiboli sul palco
la boule dell’accidia – il dubbio di essere a ritroso
***
Le coste sanno di plastica – poligoni di marmo
mimetico per macelli da aprire oggi
tutti cercano scale per salire – speranza negli antibiotici
che tenga il sistema che tutto si tenga
grande traffico nei fondali – un Ferragosto
di decreti e visti foto dei tramonti – diabete – dispute su Sanremo
la Sicilia si sfoglia dalla parte – del mare
analgesici in versi – aerosol della nazificazione
quotidiana
suonano sveglie sotto i piedi
nessuno le sente – nessuno spegne luci sui binari
affondano i codici
affondano in melma le differenze
***
poi arriva il momento forse è quello
che devi per fare ancora cose
ma loro vanno via perdiamo tempo
deragliano catene dalle biciclette
apro parentesi – per tutte le ossa
di quelli che passano – chiusa parentesi
rappresentanza dell’istante delegare
trattino a capo – lavorare amaro
il narcisismo della meta-poesia
“punto e virgola” segue testo per la condivisione
scivolare dal palco e non capisco
queste ennesime bombe daspiaggia
puoi fare un click umanitario – generare link
– perché se non si apre non serve – due punti
il presente è un letargo da comprare
per la storia che sfilerà domani
la giornata è quasi finita un muro nero sotto
le lenzuola – sotto sale una gamba si é persa l’altra
con-ta i passi con android applicazione digitale per
stare bene
la notizia è che piove e nessuno si bagna
le pietre si girano a guardare discutono i tram
il da farsi la domenica al fine-settimana per
spremere la gioia che è punta puntura ago agio – vagito
alito sciolto nel palato iniezione
da grandi fare i palombari cercare resti disumani
fare quelli che prendono del tempo fare la spesa poi bere
del tè in fondo al mare e poi – aspettare – poi
***
Potremo dire d’esserci – d’esserci
stati – stati fermi a guardare
guardare dall’altra parte – la parte
morale la morale dell’Esselunga del non far niente
stati criminali – stati alterati
coscienza poltiglie bambini – quelli
semi-nati domani larve lapidi – domani quelli che cadranno
nel piombomiele d’israele – le quattro
tribù del presidente divisioni di Rivlin* – a domicilio
case in bilico sulle cremagliere
sperare che Dio non esista – nazificazione dell’antropocene
al mattino colazione per quelli – non ancora – bombardati – è genocidio d’oltremare
che passa inosservato passa – non è stagione nella striscia – polvere e orifizi
è l’etica del vetroresina – l’etica in pillole del taglia e cuci
tagliamo cipolle con la Szymborska – all’ombra dei petali della Pozzi
per fingere e piangere – per fare sugo rosso – per la distrazione dell’esametro
Luca Chiarei (Livorno, 1961) vive e lavora a Milano, maturità magistrale, iscritto al terzo anno della facoltà di lettere della statale di Milano, nel 2010 ha pubblicato la raccolta Derive. Con Segnalibro (Edizioni Il Cavedio), suoi componimenti sono apparsi in numerose riviste, blog e raccolte collettive (“il fogliettone” di Milano, “Poliscritture”), ha partecipato fino al marzo 2018 alla redazione del blog di Poliscritture